GLI ANTENATI
P-29 CALCOLATRICE “OMEGA” (1905?)
Costruita dalla JUSTIN WM BAMBERGER & Co. MUNCHEN
La macchina è una raffinata elaborazione dei “Bastoncini di Nepero”
e, ideata da Wilhelm Schickard nel 1623, costituisce un perfezionamento dei
tentativi fatti da Charles Cotterel nel 1667, da Gaspard Schott col suo Organum
Mathematicum nel 1668 e da Samuel Morland (1625-1695). Questi pubblicò
la descrizione dell’apparecchiatura e ne illustrò le possibilità
di applicazione nel 1673 in un libretto intitolato The description and use of
two arithmetic Istruments. Considerata la complessità delle manovre necessarie
per eseguire le operazioni, la costruzione dell’apparecchio potrebbe precedere
di qualche decennio la diffusione delle macchine più affidabili e prodotte
su scala commerciale a partire dal 1820.
Il metodo adottato consisteva nel preventivo calcolo di prodotti parziali mediante
l’impiego di versioni personalizzate dei Bastoni di Nepero e nella successiva
addizione dei prodotti parziali ottenuta, in un secondo tempo, con una sorta
di abaco.
L’apparecchio è composto da due sezioni. La prima è sostanzialmente
un complesso che sfrutta la tecnica dei bastoncini di Nepero ed esegue prodotti
con lo spostamento manuale di cursori a scorrimento orizzontale. Tali cursori
scoprono delle finestrelle e rendono possibile la lettura dei multipli del moltiplicando
da uno a nove.
Si può pertanto determinare il prodotto del moltiplicando per la prima
cifra del moltiplicatore, del moltiplicando per la seconda cifra del moltiplicatore
e così via.
Con la seconda sezione si procede all’esecuzione della somma dei prodotti
parziali che via via si rendono disponibili (tenendo ovviamente conto dei relativi
ordini di grandezza) ed ottenere , in definitiva, il prodotto cercato.
Con procedimento inverso, non altrettanto semplice, è possibile eseguire
anche le divisioni.
P-30 ARITMOMETRO DELL' ING. ARTHUR BURKHARDT (1878)
La macchina, del tutto simile alla addizionatrice di Thomas de Colmar del 1820
e al Tate’s Arithmometer di qualche anno dopo. E’ stata costruita
nel 1878 dalla Erste Glasutter Rechenmaschinen Fabrik di proprietà di
Arthur Burkhardt.
Accetta, in ingresso, numeri composti fino ad un massimo di otto cifre. Il totalizzatore
può accogliere numeri fino a sedici cifre.
Le cifre vengono impostate mediante cursori a percorso rettilineo.
Il funzionamento è a "riporto" automatico Con un giro di manovella
per ogni numero impostato, esegue addizioni automaticamente grazie appunto
al "riporto". Azionando una speciale leva, che inserisce
una ruota dentata fra rullo motore e contatore, inverte il senso di rotazione
del contatore e rende quindi possibile la sottrazione dell’ultimo numero
impostato da quello contenuto nel totalizzatore.
L’Aritmometro è in grado di eseguire moltiplicazioni e divisioni
con tecniche analoghe a quelle usate da Leibniz nei suoi prototipi.
Per ogni posizione spostata, gli ingranaggi sui quali viene impostato il moltiplicando
vanno ad agire, ciascuno, su ingranaggi del totalizzatore di un ordine di grandezza
superiore rispetto alla posizione precedente. Così, per esempio, in conseguenza
del primo spostamento di un “posto” la cifra delle unità
del moltiplicando va ad agire sulla ruota dentata del totalizzatore corrispondente
a quella delle decine, quella delle decine del moltiplicando su quella delle
centinaia del totalizzatore, e così via in maniera che ad ogni giro di
manovella il moltiplicando viene ad essere riportato, nel totalizzatore, moltiplicato
per dieci.
Un ulteriore spostamento di un “posto” provoca per ogni ulteriore
giro di manovella, un incremento del totalizzatore pari a 100 volte il moltiplicando
e così via.
Quindi con un numero di giri di manovella espressi dalle cifre del moltiplicatore
eseguiti in corrispondenza delle appropriate posizioni del carrello totalizzatore
richieste dai vari ordini di grandezza, è possibile eseguire moltiplicazioni.
Procedendo in maniera analoga è possibile eseguire anche le divisioni:
si tratterà di sottrarre dal dividendo, una volta impostatolo nel totalizzatore,
un congruo numero di volte il divisore o i suoi multipli.
Sul lato interno dello sportello riporta alcuni valori di numeri particolari,
di non facile reperimento o di difficile determinazione con i mezzi del tempo,
senz’altro molto apprezzati dai tecnici operatori
P-31 TIM-LUDWIG SPITZ
LIl funzionamento è sostanzialmente simile a quello dell’Aritmometro di Burkardt, con impostazione delle cifre mediante spostamento lineare di cursori che interagiscono con ruote dentate cilindriche con denti di varie lunghezze.
Più raffinati sono i sistemi per evidenziare le cifre immesse e per correggere in parte o completamente i valori dei numeri appena immessi.

